Luna Nera: un’occasione mancata

Luna Nera è una serie originale italiana Netflix basata sul romanzo Luna Nera: Le città perdute di Tiziana Triana e da lei adattata per la tv con Francesca Manieri e Laura Paolucci. Il fantasy è ambientato nel XVII secolo in un paesino della campagna laziale chiamato Torre Rosse. Qui vive la protagonista, Adelaide (Antonia Fotaras), una levatrice di 16 anni che, a seguito della misteriosa morte di un neonato sotto le sue cure, è accusata di stregoneria e condannata al rogo. Costretta a fuggire insieme al suo fratellino Valente per evitare di bruciare viva tra le fiamme, Ade trova rifugio all’interno di una comunità composta esclusivamente da donne messe al bando per lo stesso motivo. Ed effettivamente qui Ade e Valente vengono iniziati a una serie di rituali segreti atti ad accogliere il compimento di una grande profezia, che si scatenerà in concomitanza con un’eclissi, mentre i Benandanti, una congrega di uomini sostenuti dalla chiesa nella caccia alle streghe, danno loro la caccia. Tutti tranne uno, Pietro (Giorgio Belli), il figlio del capo della congrega, che non crede alle superstizioni ed è follemente innamorato di Ade. La battaglia tra realtà e magia, falsità e scienza, si fa sempre più tesa fino ad arrivare alla resa dei conti. Il resto del cast include Giada GagliardiAdalgisa ManfridaManuela MandracchiaLucrezia GuidoneFederica FracassiBarbara Ronchi e Gloria Carovana.

Fare una recensione de Luna Nera è pressoché inutile in quanto va inserita nel calderone delle serie flop. Un peccato, se pensiamo alle forti aspettative che le giravano intorno.

Leggendo altri pareri sul web, mi sono resa conto che non sono l’unica ad essere rimasta profondamente delusa. L’etichetta di flop è quasi unanime . Purtroppo si è persa l’occasione di denunciare con successo l’orrendo olocausto che ha visto uccidere nei modi più efferati numerose donne accusate di stregoneria, le quali spesso, grazie alle loro conoscenze chimiche e fitoterapiche, aiutavano le persone più bisognose. Inoltre, dato che la serie è incentrata su un gruppo di donne che, fra le varie cose, cercano anche di aiutare le altre streghe in difficoltà, si poteva promuovere l’importanza della sorellanza e il bisogno di fare gruppo al fine di supportarsi e aiutarsi. Questo lato però, viene completamente offuscato dagli intrallazzi verso i quali si cerca di spingere la storia, come per esempio le diverse relazioni amorose presenti. Oltre a questi, gli argomenti trattati sono tanti, fra i quali la caccia alle streghe e il rifiuto da parte della chiesa del sapere scientifico. Si cerca di mettere in evidenza come sia più facile controllare un popolo ignorante con lo spauracchio del rogo, che dare a delle donne il riconoscimento delle loro capacità mediche. Purtroppo però non è data la giusta importanza a queste tematiche, le quali non vengono ben approfondite e trattate, diventando degli aspetti secondari alle vicende.

Le interpretazioni dei personaggi sono  da recita scolastica: scialbe, piatte, prive di sentimento e legnose.

Ho finito la serie per darle un possibilità, ma potevo anche evitarlo, dato che più si va avanti e più gli episodi confermano un giudizio negativo che nasce sin dalla prima puntata. Si delinea un andamento degno di una soap opera di bassa categoria, dove l’interpretazione è la cosa che più lascia basiti. L’evoluzione dei personaggi sembra essere quasi forzata e i protagonisti mancano di passione e mordente. Giusto per fare un esempio: quando Ade e Pietro si lasciano andare in baci appassionati, hanno lo stesso trasporto di una mucca che bruca l’erba. Sembrano schifarsi e danno l’impressione di pensare: “viè qua… ti bacio solo per il cachet!”.

Il genere maschile viene distrutto, in quanto è descritto con la capacità di analisi di un tubero o di uno scaldabagno rotto… a voi la scelta. La maggior parte degli uomini sono facili prede della rabbia, stupidi e ignoranti. Basti pensare che all’inizio c’è un’atmosfera da “love me.. love me” in cui fioccano le proposte di matrimonio, poi gli stessi non ci pensano due volte a passare dalla parte del nemico e a voler bruciare le donne che un attimo prima avevano intenzione di sposare. I cattivi e i loro inganni sono banali e prevedibili. Inoltre vengono lanciati degli indizi, anche in maniera abbastanza esplicita, che fanno capire come si svolgono le vicende.

Prima di vedere la serie tv avevo comprato l’omonimo libro, che giace nella libreria in attesa che mi passi la delusione. Spero che almeno quello si salvi.

Non credo che vedrò mai un probabile sequel della serie tv.

Per me, è pollice verso.

 

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