Tall Girl
Altezza mezza bellezza? Sicuramente non per Jodi, la protagonista del film Tall Girl, che odia con tutta se stessa il suo metro e 86.

Jodi è una liceale alta 186 cm, che ha sempre vissuto sentendosi fuori posto, a disagio, costantemente derisa per la sua altezza e sistematicamente rifiutata da ragazzi che si sentono “minacciati” da lei. A salvarla da questo piccolo inferno quotidiano ci sono due persone: Fareeda, la sua bizzarra e brillante migliore amica, e Jack Dunkleman, amico di vecchia data da sempre innamorato di lei, anche se decisamente più basso.
La situazione cambia con l’arrivo di Stig Mohlin, un ragazzo svedese, alto quanto lei, bello e affascinante. Jodi se ne invaghisce all’istante, ma — e qui parte il bingo delle red flag — Stig si lascia trascinare dalla popolarità, da Kimmy (la classica reginetta scolastica), e finisce per rinnegare Jodi, dicendo addirittura di averla solo presa in giro. Un colpo basso, ma anche la svolta: Jodi capisce finalmente il valore delle persone che le sono sempre state accanto, e trova in Jack qualcuno che l’ha vista davvero, fin dall’inizio. Soprattutto, inizia ad accettarsi. A sentirsi “abbastanza” così com’è.
A scuola è bersaglio continuo: tra prese in giro e battutine, Jodi incarna lo stereotipo che una ragazza debba sempre essere più bassa del proprio ragazzo — come se fosse una regola scolpita nella pietra. Jack, però, è l’eccezione a questo cliché: più basso sì, ma anche molto più sincero, tenace, e capace di vedere oltre.
Tra drammi adolescenziali, gag scolastiche e la solita dose di bla bla high school, Jodi riesce finalmente a ritrovare fiducia in sé stessa, a uscire dalla corazza fatta di felpe larghe e invisibilità, e a dire al mondo — e a se stessa — che non c’è nulla da nascondere. Mi è piaciuta molto la sua evoluzione: non cambia per piacere agli altri, ma per stare meglio nella sua pelle. Il suo look si trasforma con lei, mantenendo la sua personalità ma aprendosi al colore, alla libertà, a una presenza più viva.
In questo, Fareeda è una figura opposta e complementare: personaggio secondario sì, ma carismatico, pieno di colori, energia e una sicurezza invidiabile. Il tipo di amica che vorremmo tutte quando ci sentiamo “troppo”.
Un aspetto interessante del film è il modo in cui viene raccontata la famiglia di Jodi. I genitori la amano moltissimo, ma nel tentativo di normalizzarla finiscono per farla sentire ancora più inadeguata. Le loro attenzioni, per quanto affettuose, sono goffe e quasi grottesche. E poi c’è la sorella Harper: bella, sempre in concorso, un personaggio quasi comicamente stereotipato. Nonostante ciò, tra le due sorelle c’è affetto sincero e zero rivalità, ed è un dettaglio che rende il rapporto credibile, anche se Harper sembra uscita da un catalogo per Barbie.
Il film è destinato a un pubblico giovane, ma centra bene un tema universale: il disagio legato al corpo e la fatica di accettarsi, soprattutto quando sei bersaglio di bullismo. E come in ogni commedia romantica americana che si rispetti, l’amore vince sempre — con tanto di discorso motivazionale al ballo e rivelazione finale sulla famosa cassetta del latte di Jack (anche se, dai… il perché si capiva dall’inizio).
Tall Girl 2
Tre mesi dopo, nel sequel Tall Girl 2, troviamo una Jodi cambiata. Non si nasconde più in abiti larghi e anonimi, è più sicura, ha un fidanzato (Jack, ovviamente), e ha finalmente accettato la sua altezza. Sembra la rivincita perfetta. Ma poi arriva un musical.

Jodi ha sempre sognato di parteciparvi e ottiene il ruolo da protagonista, ma le prove, l’ansia da prestazione e il peso delle aspettative mettono tutto in discussione. Il rapporto con Jack inizia a scricchiolare: lui ha sempre vissuto nell’ombra di Jodi, e ora fatica a gestire la sua improvvisa popolarità e sicurezza.
Anche stavolta i temi sono quelli tipici del teen drama: amicizia, amore, incertezze, crescita. Niente di nuovo, forse, ma con un approccio sincero. Il film mostra che anche dopo la “vittoria”, restare fedeli a se stessi richiede coraggio. L’autostima non si conquista una volta per tutte, va coltivata.
Conclusione
Tall Girl e Tall Girl 2 non sono film perfetti, ma sanno parlare — con leggerezza ma senza superficialità — di temi delicati come l’insicurezza, l’identità e l’accettazione. Se sei fuori dagli standard, se ti sei mai sentita “troppo”, ti ci ritrovi.
E alla fine, non c’è cosa più bella che smettere di nascondersi. Anzi, magari mettersi anche un bel paio di tacchi, e vedere il mondo… dall’alto.