
Titolo: La ragazza della Palude
Autrice: Delia Owens
Casa Editrice: Solferino (4 ottobre 2022)
Numero Pagine: 416
Prezzo Copertina: 15€
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Trama: A Barkley Cove, un tranquillo villaggio di pescatori, circolano strane voci sulla Ragazza della Palude. Dall’età di sei anni Kya si aggira completamente sola tra canali e canneti, con qualche straccio addosso e a piedi nudi. Ha al suo attivo un solo giorno di scuola, ma la palude e le sue creature per lei non hanno segreti: la nutrono, la cullano, la proteggono, sono maestre e compagne di giochi. Kya impara a decifrare i segni della natura prima ancora di saper leggere un libro: nella sua assoluta solitudine sembra bastare a se stessa. Ma la sua bellezza non tarda a sbocciare: insolita, selvatica, sfuggente accende il desiderio nei ragazzi del paese. Kya scopre l’amore, la sua dolcezza e le sue trappole. Quando negli acquitrini riaffiora il corpo senza vita di Chase Andrews, gli occhi di tutti puntano su di lei, la misteriosa ragazza dimenticata: i mormorii diventano subito accuse, i sospetti incrollabili certezze. Il processo, fuori e dentro al tribunale, trascina la vicenda verso il suo imprevedibile e folgorante epilogo. “La ragazza della palude” è il romanzo commovente di un’infanzia segnata dall’abbandono e di una natura che si rivela madre, non matrigna. Ma è anche la storia di una violazione e di un segreto gelosamente custodito, che mette in discussione i confini tra la verità e la menzogna, il bene e il male.

La ragazza della palude, scritto da Delia Owens, è una lettura che mi ha emozionata.
La storia parla di Kya, una bambina che dall’oggi al domani, viene abbandonata dalla sua famiglia e si ritrova a dover sopravvivere da sola in un luogo considerato dai più ostile, una palude. La natura, che spesso viene definita matrigna, per Kya è un luogo sicuro, che la protegge e le fornisce tutto quello di cui ha bisogno per andare avanti.
La ragazza della palude è una storia che parla di indifferenza, di abbandono, di pregiudizi, ma anche di speranza, amicizia, amore e soprattutto del forte legame che può instaurarsi con la natura. Viene messa in evidenza l’ipocrisia di chi avendo un ruolo di spicco all’interno di una comunità, preferisce andare contro e non aiutare il più debole, indossando comunque il costume della perfezione. Questo perché, essendo persone piene di pregiudizi, considerano gli indigenti esseri inferiori e nel caso di Kya: feccia della palude. E poco importa se questa feccia sia una bambina abbandonata da tutti.
Kya trova supporto in quelli che vengono etichettati come reietti per il colore della loro pelle, che dimostrano cuore e umanità, aiutando la bambina in silenzio. L’autrice mette in evidenza come spesso sono quelli che possiedono di meno ad essere capaci di donare di più.
Il finale non mi ha stupita più di tanto, le cose potevano andare in due modi abbastanza prevedibili, e la strada che ha percorso l’autrice è costellata dalle azioni di una protagonista che per tutta la vita ha potuto solo fare affidamento su se stessa, e che nel momento in cui ha provato ad aprire un piccolo spiraglio, dando fiducia al prossimo, è stata ferita.
Consiglio la lettura. La ragazza della Palude è un libro emozionante, ricco di tante nozioni interessanti che esulano dalla trama; dallo stile fluido e accattivante, e che affronta tematiche non semplici da trattare.
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