Ho trovato L’arte di insultare su Prime reading (programma incluso con Amazon Prime dove è possibile leggere gratuitamente tantissimi libri, lo trovi qui) e l’ho scaricato convinta di farmi due risate. Lo so, ho peccato di superficialità, Arthur Schopenhauer non era una persona divertente.
Quello che mi sono ritrovata fra le mani è stata una raccolta di lamentele contro ogni cosa, persona e sentimento. Le invettive di questo brontolone si concentrano in particolar modo sulle donne. Schopenhauer odiava il genere femminile e la sua misoginia la esternava a gran voce. Alcuni passi mi hanno veramente infastidita e, per quanto sia contro l’edulcorare la storia, non nascondo che ho pensato che un autore del genere meriterebbe la damnatio memoriae.
Consiglio questo libro? No.
Voto: inclassificabile

Titolo: L’arte di insultare
Autore: Arthur Schopenhauer
Casa Editrice: Adelphi (23 marzo 2017)
Numero Pagine: 115
Prezzo Copertina: 10 €
Acquistalo su Amazon: L’arte di insultare
Trama: L’insulto è un genere al quale tutti noi – anche le nature più impassibili – finiamo prima o poi per ricorrere, trascinati da inevitabili circostanze della vita. Ma, al pari della scherma o di qualsiasi altra tecnica di attacco e difesa, l’insulto, per risultare efficace e raggiungere il suo scopo, deve diventare oggetto di studio. Benché di solito lo si associ alla rozzezza e alla collericità, saper lanciare all’indirizzo altrui l’ingiuria, l’invettiva o l’improperio adatti, scientificamente studiati, implica infatti una vera e propria arte. Rovistando fra le carte edite e inedite di Schopenhauer, abbiamo trovato quel che fa al caso. Non una trattazione astratta dell’insulto in tutte le sue forme e varianti, ma una silloge di ingiurie concretamente proferite e scagliate con categorica impertinenza contro tutto e contro tutti: la società, il popolo, le istituzioni, le donne, l’amore, il sesso, il matrimonio, i colleghi, il genere umano, la storia, la vita – insomma: contro il mondo intero. Esse si imprimono nella nostra mente con la forza del paradigma da emulare non appena la vita ce ne offrirà l’occasione. Un’arte di insultare, dunque, che ci viene insegnata come nelle antiche scuole si insegnava l’etica: non con la teoria ma con l’esempio e la pratica.