
Titolo: La maledizione della torre
Autore: James Dashner
Casa Editrice: Sperling & Kupfer (25 ottobre 2022)
Numero Pagine: 369
Prezzo Copertina (rigida): 16,90 €
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La maledizione della torre è un libro scritto da James Dashner e pubblicato da Sperling & Kupfer nella collana Macabre.
Parto subito con il dire che purtroppo la lettura mi ha delusa parecchio.
La storia racconta di David Player, il quale ha trascorso gli ultimi tre decenni cercando di dimenticare i traumi della sua infanzia. I rapimenti, le morti e una misteriosa leggenda, tramandata di generazione in generazione, il cui culmine è arrivato in forma umana, in uno dei serial killer più famosi della Nazione: Pee Wee Gaskins. Ora David è tornato, con i quattro figli al seguito, a visitare la casa dei genitori; non appena arrivati, uno sconosciuto si palesa alla loro porta: il figlio di Pee Wee Gaskins. In un’esibizione terrificante, l’uomo pronuncia minacce fino quasi a soffocarsi con la propria lingua, innescando una serie di eventi che riportano David e i suoi cari ai giorni dell’inquietudine, su un percorso di orrore inimmaginabile, fin troppo noto. Quel sentiero conduce a una vecchia torre nel bosco, un luogo che David aveva cercato di cancellare dalla sua memoria: la Casa delle Lingue.
Partiamo dall’unica cosa positiva, perché comunque qualcosa di buono c’è: la storia è scritta molto bene, il lettore viene trascinato nelle vicende e l’autore crea un’atmosfera dove non si può fare a meno di girare la pagina successiva fino a che non se ne può più.
Ora però, arrivano le dolenti note:
La storia è caratterizzata da un inizio rocambolesco che, a quanto pare, si capirà (o almeno io ho dato un’interpretazione) nel finale.
Nel titolo si parla di una torre, ma in realtà questo luogo angusto, che è del tutto privo di maledizioni e bla bla, è una casa: LA CASA DELLE LINGUE.
Verso la fine del libro capiamo che c’è una maledizione, ma non viene approfondita. Sappiamo chi l’ha lanciata, il motivo non lo conosciamo. Ci viene detto che sono coinvolte due famiglie, che si fanno la guerra fra di loro, nonostante siano entrambe parti lese, ma tante curiosità che l’autore lancia, non vengono colmate. Ci sono buchi ovunque, anzi, delle vere e proprie voragini narrative.
Il cattivo è rappresentato da una vera e propria gang di serial killer iper spietati, che come outfit, usano un sacchetto di plastica legato in testa per celare il viso, con dei buchi per vedere e respirare. Data la furia di cui sono capaci, mi chiedono come facciano a sopravvivere con quella roba, però…vabbè!
La scena finale, che porta alla conclusione della storia, è degna di un film splatter di bassa lega.
Il mio voto è tre tazzine, perché comunque è una storia scritta bene, scorrevole e che ti regala grandi risate per tutte le cose assurde che vengono descritte. Inoltre l’autore pare che abbia un feticcio per le emissioni corporee di vario genere, che descrive con accurata dovizia.
Questo libro doveva raccapricciarmi, mi ha fatto ridere!
Pazienza, next book!
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