🎬 Episodio 12 – Death: L’alto costo della vita
Dopo una seconda stagione ricca, poetica e molto molto bella, gli autori di The Sandman ci avevano promesso un episodio extra (chiamiamolo pure spin-off) – ed è finalmente arrivato il 31 luglio.

Questa nuova puntata, del tutto slegata dalle vicende principali della serie, racconta la giornata libera di Morte (sì, lo so… scrivere “vita di Morte” fa un po’ corto circuito cerebrale, ma ormai ci siamo abituati). A quanto pare, anche le entità cosmiche hanno diritto a un giorno di ferie ogni cento anni. D’altronde, portare le anime oltre non sarà il mestiere più stressante del mondo, ma mica lo fa nessun altro.
⚠️ ALLERTA SPOILER
Se non hai ancora visto l’episodio e vuoi farlo, salva l’articolo per dopo. Ci vado giù diretto.
La storia, detta con onestà, è un po’ cringe. Mi sarei aspettata qualcosa di più brillante. Ma, si sa, gli episodi slegati dalle trame principali raramente fanno scintille. Io, uno davvero memorabile, ancora non l’ho trovato.
Morte – che nella serie avevamo imparato ad amare per la sua dolcezza e la sua saggezza – qui viene rappresentata come una sprovveduta che si fa fregare dal primo pivello che la riconosce e tenta di ricattarla. Ma davvero qualcuno può rinchiudere Morte in un magazzino? Dai… ma andiamo con ordine.

Sexton è un giornalista ambientalista, uno che ha a cuore le sorti del pianeta. E infatti, dopo essere stato lasciato dalla fidanzata, decide che è arrivato il momento di farla finita. Non per il cuore spezzato, attenzione, ma per l’eco-ansia. Scrive una lettera alla ex (che non vedremo mai), in cui tenta di spiegarle che non è colpa sua, è il mondo che fa schifo. Poi arrivano la sua coinquilina e la fidanzata, e la situazione degenera: devono trombare, ma iniziano a litigare perché una vuole uscire e l’altra vuole dare sfogo a impellenti bisogni fisici. Il ragazzo mette in standby la lettera, prende la giacca, ci infila le pillole e se ne va. La Morte può aspettare: not today (cit.)… o forse no?
Cosa fai quando sei lì lì per toglierti la vita ma la tua coinquilina ti ha sabotato l’ultimo momento di introspezione? Vai in una discarica abusiva. E mentre cerchi disperatamente di scrivere un messaggio di commiato alla tua ex, ti imbatti in un libro abbandonato. La lettura, si sa, salva sempre. Seguendo una scia di volumi sparsi a terra (in pieno stile Pollicino), ti addentri nella discarica. Ti arrampichi su una pila di rifiuti, trovi una calamita di Superman… e ovviamente precipiti.
Chi arriva? Morte. Che nel suo giorno libero avrebbe potuto fare qualsiasi cosa, e invece va a passeggiare in una discarica. Trova Sexton incastrato sotto un frigorifero, lo tira su, lui si è mezzo rotto un braccio, ha distrutto il telefono e strappato la giacca. E lei, tenera e gentile, lo invita a casa sua per sistemarsi un po’.
Lui, comprensibilmente sospettoso, sembra pensare: “Ma chi ti conosce? Di sicuro vuoi portarmi a letto. Io invece voglio solo suicidarmi in pace, scrivere la mia lettera passivo-aggressiva e andare.” Ma alla fine accetta. Mentre camminano, Morte è raggiante: respira, ascolta i suoni, osserva la gente. È felice, perché può vivere ciò che normalmente non le è concesso. E questo è forse uno dei messaggi più belli dell’episodio: che anche la Morte, se resa umana, si innamora della banalità della vita.
Arrivati a casa, Sexton scopre che non verrà molestato (sorpresa!). Morte gli racconta la verità: è nata poche ore prima, ha solo 24 ore a disposizione, e quella casa è un dono dell’universo per farla sentire al sicuro. Lui scappa a gambe levate. E, sinceramente, chi non lo farebbe?
Poi incontra Hettie la matta, che brandendo una bottiglia rotta lo costringe a tornare da Morte, perché ha perso la sua anima (e non ricorda dove). E ovviamente chi deve trovarla? Sempre lei, nel suo giorno libero.
Morte e Sexton vanno in giro: mangiano, parlano, si godono la città. Scopriamo che la gente le regala le cose, tipo taxi e cibo – ma non collane, purtroppo. Arrivano in un locale dove trovano la coppia litigiosa di inizio episodio, che li invita a unirsi a quella che sembra una serata “Nostalgia anni ’90”. Peccato si tratti in realtà di un rave mal frequentato, gestito da Theo, tizio viscido che si interessa a Morte in modo inquietante.
Con la scusa di mostrarle il magazzino, la convince a seguirlo. Sì, proprio la classica trappola da “ti faccio vedere i gattini in cantina”. E Morte… ci casca. Le ruba il ciondolo, convinto che sia la fonte dei suoi poteri, e li rinchiude entrambi.
Scopriamo che Theo aveva evocato Morte per riportare in vita la fidanzata. Ma capisce che il ciondolo non basta, e che Sexton sta cercando di fregarlo spargendo biglie per farlo scivolare (tipo cartone animato). Theo, armato e incazzato, entra, scivola comunque, si fa male. Arriva l’ambulanza, se lo portano via.
Morte e Sexton escono dal magazzino e trovano una bancarella dove, sorpresa, c’è l’anima di Hettie dentro un ciondolo. 20 sterline, affare fatto. Ma il giorno di Morte è finito: il suo corpo mortale cede a un arresto cardiaco. Muore tra le lacrime, perché avrebbe voluto vivere di più.
Sexton torna a casa, racconta tutto alla coinquilina, e dimentica di morire. Anzi, inizia pure a flirtare con l’amica della coinquilina. Perché sì, alla fine, la patata vince su tutto. Anche sulla crisi climatica.
🪦 Conclusione
Questo episodio speciale di The Sandman è una via di mezzo tra favola urbana e esperimento narrativo. Ha il merito di umanizzare Morte in modo tenero e poetico, ma inciampa in alcuni cliché e soluzioni poco convincenti. L’ironia regge, ma la scrittura a tratti sembra voler fare troppe cose insieme: commedia, critica sociale, romanticismo, metafisica. Il risultato è altalenante, ma mai noioso.
Vale la pena guardarlo?
Sì, se ti piace l’idea di una Morte con i piedi per terra e la testa tra le nuvole. No, se ti aspetti lo stesso spessore della serie principale.
Un episodio che resta in bilico tra il carino e il “mah”, ma che riesce comunque a lasciarti qualcosa. Anche solo un pensiero fugace: che forse la vita – quella vera – vale sempre la pena di essere vissuta. Anche se sei Morte.
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