La casa sulla scogliera: Un thriller tra segreti, bugie e scogli a picco sull’oceano

Se il nome di Riley Sager ti è già familiare, sai che nei suoi libri non mancano atmosfere inquietanti, case che sembrano respirare e personaggi che non dicono mai tutta la verità. La casa sulla scogliera non fa eccezione: una storia che parte lenta, ti culla nella foschia del Maine e poi ti scaraventa in un vortice di colpi di scena — forse troppi — fino all’ultima pagina.

Titolo: La casa sulla scogliera
Autore: Riley Sager
Casa Editrice: TimeCrime (20 settembre 2024)
Numero pagine: 431
Prezzo Copertina: 16,90 €
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Gli omicidi della famiglia Hope sconvolsero la costa del Maine durante una notte del 1929. Sebbene molti ritengano responsabile la diciassettenne Lenora Hope, la polizia non riuscì mai a provarlo. Dopo aver negato ogni coinvolgimento, Lenora non parlò mai più pubblicamente della vicenda, né lasciò Hope’s End, la casa sulla scogliera dove avvenne il massacro.

Siamo nel 1983. Kit McDeere, un’assistente domiciliare, arriva alla villa per prendersi cura di Lenora, ormai sulla settantina, in carrozzina e afasica dopo una serie di ictus. Può comunicare solo con una vecchia macchina da scrivere. Una notte, la sfida: “Raccontami com’è andata davvero.” Mentre la aiuta a scrivere gli avvenimenti che hanno portato al massacro, emergono dettagli inquietanti. Quando salta fuori qualcosa sulla precedente infermiera, Kit comincia a sospettare che Lenora non racconti tutta la verità, e che la donna — apparentemente innocua — sia molto più pericolosa di quanto avesse mai immaginato.

Ho letto diversi libri di Riley Sager e, piano piano, mi ha conquistata. Non è il thriller perfetto — anzi, spesso storco il naso — ma continua a regalarmi piacevoli ore di lettura. La trama de “La casa sulla scogliera” (ossia The Only One Left) mi ha intrigata da subito; alla fine, è un libro bello, pur con qualche eccesso.

All’inizio, la storia non cattura subito. L’atmosfera è costruita con lentezza estrema: il terreno si prepara con troppa calma, e si finisce in una certa ridondanza narrativa. Diciamolo: una cinquantina di pagine avrebbero potuto evaporare senza problemi.

Poi, finalmente, parte davvero — e inizia a coinvolgerti, anche se succedono cose piuttosto improbabili. Una donna, l’infermiera di Lenora, scompare di colpo nel cuore della notte, lasciando affetti, vestiti, libri e strumenti di lavoro… e nessuno ne denuncia la scomparsa? Nessuno si chiede se sia stata voluta o accidentale? No. Sparisce, senza un motivo, e il caso viene archiviato: si trova un’altra infermiera/caregiver.

Stranezze simili ce ne sono altre, ma a questo punto meglio soprassedere.

La storia poi prende slancio a colpi di scene ad effetto — a volte troppi. Da un lato, stupisce: quando pensavi di aver capito, tutto si capovolge. Dall’altro, si trasforma in un intricato rompicapo di personaggi e vicende che faticano a restare a galla. Ogni personaggio ha il proprio colpo di scena. Forse anche uno in più.

Tirando le somme: è un thriller che mi è piaciuto e che consiglio. Lo stile scorre benissimo, i personaggi sono ben caratterizzati, e la descrizione della villa — Hope’s End — ricorda molto Hill House.
E sì, ad un certo punto ti viene da pensare che dentro ci sia un fantasma che passeggia.

Siamo nel pieno dell’estate: se ti trovi sotto l’ombrellone, concediti questa lettura. È perfetta per far volare le ore — con un senso di inquietudine che ti resta addosso.


📚 E tu? Hai mai letto un libro di Riley Sager? Ti piacciono i thriller pieni di colpi di scena o preferisci quelli più lineari? Raccontamelo nei commenti!

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