Mimica: colpi di scena, memoria difettosa e qualche coincidenza di troppo

Titolo: Mimica
Autore: Sebastian Fitzek
Casa Editrice: Fazi ( 8 luglio 2025)
Prezzo Copertina: 18,05 €
Numero Pagine: 348
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Trama: Un leggero tic all’angolo della bocca, il minimo movimento della palpebra, un involontario gesto della mano sono sufficienti a farle intravedere la vera essenza di una persona: Hannah Herbst è la più nota esperta tedesca di mimica facciale, una sorta di macchina della verità umana specializzata nei segreti del linguaggio del corpo. Vive a Berlino insieme al marito e ai figli e, in quanto consulente della polizia, ha già fatto condannare diversi criminali violenti. Un giorno, però, Hannah si risveglia in una stanza d’albergo, con le mani legate, senza alcun ricordo; ha subito un’operazione chirurgica che le ha causato la perdita della memoria, e si ritrova alla mercé di un uomo sospettato di essere un pericoloso killer… Ma il caso che dovrà risolvere è un altro, e sarà il più difficile della sua carriera. Una donna ha confessato di aver ucciso la propria famiglia in modo brutale. Solo il figlio più piccolo, Paul, è sopravvissuto. Una vicenda scioccante, che ha sconvolto la Germania intera. Dopo la confessione, la madre è riuscita a fuggire dal carcere. Sta forse cercando il figlio per completare la sua sanguinaria missione? Hannah Herbst ha a disposizione soltanto il breve video della confessione per incastrare la madre e salvare Paul. C’è soltanto un problema: l’assassina del video è Hannah stessa!

Sebastian Fitzek, il più importante giallista tedesco, ha colpito ancora: Mimica, bestseller da un milione e mezzo di copie vendute in Germania, è un vero e proprio thriller da maestro, capace di manipolare il lettore dalla prima all’ultima pagina.

Avevo Mimica, thriller di Sebastian Fitzek, nella lista di lettura praticamente da quando è uscito. Alla fine sono riuscita a leggerlo, e sì: ne è valsa la pena.

La storia ruota attorno a Hannah Herbst, un’esperta di mimica facciale coinvolta in un brutale triplice omicidio. Il problema? Tutti gli indizi portano a lei. Hannah però non ricorda nulla: soffre di una perdita di memoria temporanea causata dall’assunzione di specifici farmaci. È davvero colpevole o vittima di qualcosa di molto più grande? Da qui prende forma un thriller psicologico serrato, costruito su dubbi, manipolazioni e continui ribaltamenti, che conduce a un finale sconvolgente… anche se, a voler essere onesti, non del tutto imprevedibile.

Non è il primo romanzo di Fitzek che leggo. Ho iniziato con Il ladro di anime e me ne sono innamorata subito. Detto questo, va riconosciuto che l’autore ogni tanto si concede espedienti narrativi piuttosto forzati e coincidenze fin troppo comode, con situazioni che si risolvono a favore del protagonista con una facilità sospetta. Mimica non fa eccezione: alcune scene, personaggi e svolte narrative sfiorano l’assurdo, palesemente inserite per far avanzare la storia. Ma, diciamolo: se abbiamo accettato senza troppe proteste il finale di Stranger Things, possiamo chiudere un occhio anche qui.

Mimica è un thriller che si legge con grande piacere: è ricco di colpi di scena, ha un ritmo altissimo e ti costringe ad andare avanti pagina dopo pagina. Io l’ho divorato in un giorno (348 pagine volate).

Fitzek ha un talento raro, quello di rendere scorrevole e coinvolgente qualsiasi cosa tocchi. Probabilmente riuscirebbe a far sembrare “leggero” persino Fëdor Dostoevskij.

In conclusione, non è un thriller perfetto, ma è decisamente efficace, avvincente e ideale per chi ama le storie psicologiche che tengono incollati fino all’ultima pagina.

Consigliato.

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