Warrior nun: una serie tv che lascia sorpresi [Recensione]

Warrior Nun è una serie televisiva fantastica e drammatica statunitense creata da Simon Barry, basata sulla serie a fumetti omonima di Ben Dunn, distribuita dal 2 luglio 2020 su Netflix. Warrior Nun (La Suora Guerriera) ruota attorno alla storia di una ragazza di 19 anni che si sveglia in un obitorio con un nuovo contratto di vita e un manufatto divino incastonato nella sua schiena. Ben presto scopre che è diventata parte di un antico ordine a cui è stato assegnato il compito di combattere i demoni sulla Terra; inoltre potenti forze, che rappresentano sia il paradiso che l’inferno, vogliono trovarla e controllarla.

Non avevo grandi aspettative nei confronti di questa nuova serie tv. Pensavo che fosse qualcosa super trash ai livelli de Le terrificanti avventure di Sabrina, e invece mi sono dovuta ricredere.

La protagonista è Ava, una ragazza che per puro caso si ritrova a possedere l’aureola, un antico manufatto che dona dei poteri in grado di sconfiggere demoni e creature che provengono dall’inferno. Indossare l’aureola comporta dei doveri, fra i quali essere il capo dell’esercito delle suore guerriere, che da secoli combatte al fianco della chiesa per tenere a bada il male ultraterreno. Ava non accetta questa investitura, dall’età di sette anni è stata costretta a letto in un orfanotrofio a causa di un incidente stradale, e il potere dell’aureola l’ha guarita dalla tetraplegia. Lei vorrebbe essere una normale ragazza di diciannove anni, vivere la vita che fino ad allora ha solo immaginato dal suo letto, perciò scappa.

I primi sei episodi, oltre a presentare il contesto in un cui è ambientata la storia, sono pieni di inseguimenti: le suore guerriere hanno bisogno del manufatto e cercano in tutti i modi di convincerla a rimanere.  Ava corre, corre sempre, mettendo in pericolo persone e facendone morire altre. A lungo andare questo fuggi fuggi annoia, sei puntate di rincorse sono tante! Però è interessante il contesto, in quanto vengono presentati diversi personaggi che, nonostante siano secondari, hanno la loro importanza e incuriosiscono tanto quanto la protagonista, fra questi spicca Shotgun Mary, un specie di suor Maria Claretta capace di combattere e uccidere demoni. Padre Vincet a capo del gruppo di suore, ricorda tanto Giles, il bibliotecario\osservatore presente nella serie tv anni ’90, Buffy. È  un uomo dal passato turbolento, che sembra avere a cuore il destino di Ava e l’incolumità delle suore.

L’episodio finale confonde, perché cambia tutte le carte in tavola con un cliffhanger degno di nota, che lascia sospesi e fa presagire l’arrivo di una seconda stagione. Questi stravolgimenti sono del tutto inaspettati e lasciano tanti dubbi. Diversi sono i colpi di scena, le linee narrative aperte e le domande senza risposta. Le tematiche affrontate sono diverse fra cui l’eterna lotta fra scienza e religione.

Warrior nun non è una serie perfetta, ci sono delle stonature nei dialoghi e alcune vicende sono un po’ forzate, ma gli si perdona tutto perché ha la base solida di quella che nel tempo potrebbe diventare una serie cult. C’è tanta azione, scenette divertenti in grado di smorzare la drammaticità che per svariati motivi è presente e, nonostante tante scene esilaranti e i combattimenti alla mortal cambat, viene sempre messo in evidenza il lato umano dei personaggi. Non ci sono eroine perfette.  Inoltre è una serie destinata ad un pubblico abbastanza ampio, non solo alla fascia teenagers.

Warrior nun è una serie al femminile: la protagonista è donna, così come tutti i componenti dell’esercito, e la persona che sta mettendo appunto un portale per viaggiare nelle altre dimensioni è una donna, non il solito scienziato. Ovviamente ci sono anche personaggi maschili, ma nessuno ha i soliti ruoli stereotipati che il grande schermo ci propina, regna un perfetto equilibrio. Ho anche apprezzato come è stato “trattato” il corpo delle donne. Solitamente, in serie tv simili, la donna combattente è sessualizzata, indossa abiti succinti, è maliziosa e ambigua. Warrior nun abbandona questo genere di narrazione: le suore indossano l’abito monacale (la versione da combattimento è leggermente più figa) e Ava è una ragazza molto semplice. Inoltre la storia è scritta per dei personaggi femminili, non è stata riadattata per esigenze di politically correct nei confronti delle donne (come spesso è successo negli ultimi anni, ho scritto qualcosa qui).

In conclusione…

Warrior nun è una serie tv che lascia piacevolmente sorpresi. Mette in scena combattimenti e sentimenti. Inoltre è un mix di vecchie serie tv del passato, pur non avvicinandosi mai a nessuna: ha la sua anima e la sua originalità.

Ha i suoi difetti, ma difficilmente può non piacere.

Consigliata!

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