Musica sull’abisso – Marilù Oliva [Recensione]

Oggi vi parlo de Musica sull’abisso, un libro scritto da Marilù Oliva e pubblicato da HarperCollins Italia.

Buona Lettura!

Titolo: Musica sull’abisso
Autrice: Marilù Oliva
Casa Editrice: Harpercollins
Numero pagine: 390
Prezzo Copertina: 18
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Trama: L’ultima volta che Gwendolina Nanni, giovane imprenditrice bolognese, è stata vista viva era mattina molto presto e come al solito stava correndo lungo gli argini del Bacchiglione prima di andare al lavoro. Il suo corpo è stato ritrovato molti giorni dopo in un’ansa del fiume, ormai irriconoscibile. Il caso viene chiuso come suicidio dalla polizia locale. Ma i familiari non ci stanno e si rivolgono alla Sezione Omicidi di Bologna, dove è stata da poco trasferita l’ispettore Micol Medici. Le ricerche vertono attorno agli ex-studenti di un liceo storico bolognese, il Cicerone, dove si diploma la migliore gioventù della città. Ma c’è una classe del passato che ha avuto un destino infausto: uno dopo l’altro, anno dopo anno, stanno morendo tutti coloro che quindici anni prima sono stati compagni di classe. Tutti in circostanze sospette e tutti lo stesso giorno, il 21 febbraio. Cosa lega questi delitti? E com’è possibile che una canzone, scritta in latino e cantata da alcuni di loro, abbia previsto con anni di anticipo in che modo sarebbero morte le vittime? Micol, con la sua abilità speciale legata ai suoi incubi notturni, cerca di scoprire la verità, muovendosi sullo sfondo di una città dove ogni torre e ogni portico sembrano nascondere qualcosa.

Dopo Le Spose sepolte, primo caso dell’ispettore Micol MediciMarilù Oliva continua la saga con Musica sull’abisso.

La storia di questo seguito però, mi lasciato un po’ perplessa. Nel complesso è un bel libro: mi è piaciuto il mistero, lo svolgimento dei fatti, i personaggi e le tematiche affrontate. Ho trovato molto originali la storia e l’intreccio. Alcune caratteristiche mi hanno fatto storcere un pochino il naso. Anche se, ci tengo a dirlo, gli elementi che considero negativi sono del tutto soggettivi e nascono dalla mancanza di caratteristiche che sono solita cercare in un romanzo.  Il problema è l’articolato contesto che ruota intorno a Micol (la protagonista) e alla trama principale. Sono tanti (e forse troppi) gli elementi tirati in ballo, che servono per creare il lato umano e la vita privata della protagonista: l’amorevole rapporto burrascoso che intercorre con la madre; le sue amicizie;  i dubbi che l’attanagliano a causa dell’apertura di un negozio della madre insieme alla Circassa (personaggio già incontrato ne Le spose sepolte); la relazione di Micol e la paura che il compagno le possa nascondere qualcosa; e tante altre storie che si intrecciano fra di loro… c’è un continuo divagare.

Le tematiche trattate sono molteplici fra cui spicca quella principe, che era già stata messa in evidenza nel primo libro della serie, ovvero il sessismo e la discriminazione che una donna può subire in ambito lavorativo, nel momento in cui si trova in un contesto considerato dai più “maschile”. Micol infatti è costretta a farsi valere, a volte anche in malo modo, poiché non tutti i suoi colleghi rispettano il suo grado, cercando di metterle i piedi in testa, trattandola con superficialità e ignorando la sua persona. Uno dei tratti interessanti del libro, che poi diventerà anche una della note negative a causa di un abuso, sono le continue e prolisse spiegazioni dei vari riti o delle parole latine, che danno alla storia delle venature un pochino didattiche. C’è un surplus di informazioni che rendono la lettura un po’ tediosa, nonostante vada a stuzzicare, in alcuni casi, la curiosità.

Micol e la madre sono due personaggi che si amano e sono l’una l’opposto dell’altra: Micol poliziotta concreta, mira al risultato; Donatella, la madre, ha una personalità astratta, si lascia coinvolgere emotivamente da tutto quello che le gravita intorno. Tedia la figlia esasperando le situazioni che vive, alla ricerca di continue attenzioni.

Si dà ampio spazio al sogno premonitore, quasi come se fosse un dono che chi lo detiene fatica a riconoscere e accettare, cercando comunque delle spiegazioni logiche e razionali.

Ricapitolando: Musica sull’abisso è una buona lettura, la trama e il suo sviluppo sono interessanti e ben riusciti. Purtroppo sono presenti tante divagazione che fanno perdere un po’ il filo della storia. Nonostante ciò, mi sento di consigliarlo, così come il suo predecessore: Le spose sepolte.

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