Gli uomini vengono da Marte, le donne da Venere – John Gray [Recensione]

Titolo: Gli uomini vengono da Marte, le donne vengono da Venere
Autore: John Gray
Casa Editrice: Rizzoli; 2 edizione (28 maggio 2008)
Numero Pagine:  279
Prezzo Copertina: 15 €
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Descrizione: Il libro di John Gray si basa su un pensiero tanto semplice quanto efficace: gli uomini e le donne hanno due diversi modi di pensare, di parlare, di amare. I comportamenti di uomini e donne assumono quindi spesso significati diametralmente opposti. Per esempio, tanto l’uomo in determinati momenti della sua giornata ha bisogno di “ritirarsi nella sua caverna”, in solitudine, quanto la donna, alle prese con le stesse problematiche del partner, sente di dover condividere i propri sentimenti con gli altri. II dialogo, contrariamente a quanto si possa pensare, non è però impossibile, anzi: dal momento che si imparano a riconoscere e apprezzare le differenze tra i due sessi, tutto diventa più facile, le incomprensioni svaniscono e i rapporti si rafforzano. E, cosa più importante, possiamo imparare ad amare e a sostenere nel modo migliore le persone che sentiamo vicine.

Ogni tanto mi capita di leggere manuali che tentano di spiegare le dinamiche di coppia. Lo faccio per farmi due risate perché spesso, uomini e donne, ne escono distrutti. Ma anche perché, a volte, trovo qualche spunto di riflessione interessante.

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Gli uomini vengono da Marte – Le donne da Venere è un libro scritto da John Gray, guru della “pop psychology“, che è diventato un bestseller mondiale: si contano oltre dieci milioni di copie vendute.

Il libro cerca di aiutare le coppie a capirsi meglio. Traduce i comportamenti e le frasi di uomini e donne, spiegando come bisognerebbe comportarsi per evitare litigi; e come interpretare atteggiamenti e parole dette.

«Erroneamente gli uomini si aspettano che le donne pensino, comunichino e reagiscano come fanno gli uomini;
erroneamente, le donne si aspettano che gli uomini sentano, comunichino e reagiscano come fanno le donne».

Secondo l’autore le incomprensioni nascono perché uomini e donne vengono da due mondi diversi, rispettivamente, Marte e Venere e non hanno gli stessi modi fare. Il marziano vuole che gli venga riconosciuto il suo lavoro, ha bisogno di sentirsi apprezzato. Si comporta come un “elastico”: si avvicina e si allontana dalla persona che ama.  Ciclicamente ha necessità di chiudersi nella sua “caverna” da solo, dove la donna può attendere che esca davanti la porta, ma non può entrare. Le Venusiane invece, hanno bisogno di parlare e di essere ascoltate, amano dispensare consigli che i Marziani non apprezzano perché, secondo Gray, si sentono trattati come degli incapaci. Le donne sono come delle “onde”, danno amore fino ad arrivare a un punto massimo per poi infrangersi e sprofondare in un baratro di tristezza e insicurezza.

Spesso l’autore del libro consiglia alle donne di non dare più di quanto non serva al proprio compagno, di “smettere di dare” per ottenere l’effetto contrario, ovvero un uomo più presente e partecipe. Da un certo punto di vista può essere anche giusto, ma se una donna si sente appagata nel far sentire al proprio compagno la sua presenza (diversa dall’oppressione), perché deve limitarsi per avere le sue attenzioni? Vorrà dire che non ha accanto la persona giusta. Un uomo incapace di riconoscere tutto l’amore che la compagna gli sta donando, che non sa gratificarla e ascoltarla, preferendo guardare la tv o chiudersi nella sua caverna … avrà altri motivi alla base che lo rendono apatico: scarso interesse, vena egoistica, mancanza di sentimento.

Sono convinta che nelle vita di coppia non sia necessario ricorrere a delle strategie o tattiche, perché fare ciò vuol dire snaturare se stessi e vivere privi della propria spontaneità. Ovviamente parlo da profana, non sono una psicoterapeuta, ma l’idea di gestire ogni episodio che mi accade in coppia prendendo in considerazione delle regole e tecniche, mi renderebbe molto frustrata. Non credo che limitare il mio essere “Venusiana” sia la strada giusta per perseguire il mio ideale di felicità di coppia.

Nonostante ciò ho trovato interessanti spunti di riflessione. A volte, infatti, vengono descritte situazioni simili a quelle vissute da me o da mie amiche e, l’interpretazione di Gray, mi ha aiutato a vederle da un punto di vista diverso e ho capito che forse si tende a dare un peso eccessivo a comportamenti e situazioni. Spesso basterebbe “lasciare andare”, cercando di non immaginare sempre il peggio.

Lo strumento che può aiutare, secondo l’autore, a far comunicare uomo e donna sono le Lettere d’amore, il cui successo risiederebbe proprio nella capacità femminile di esternare in modo corretto le proprie emozioni e in quella maschile di ascoltare in modo rispettoso. Si tratterebbe dunque di prendere coscienza delle proprie divergenze attitudinali nell’ottica di comprendere il partner e al tempo stesso di perfezionare il proprio modo di interagire con l’altro, affinché sia possibile da un lato far leva sulle corde in grado di soddisfarne i bisogni emotivi, dall’altro riuscire comunque a esprimersi con sincerità. Uno sforzo comunicativo in tal senso aiuterebbe, secondo Gray, a riequilibrare il rapporto in modo che la donna, maggiormente orientata a comprendere e a dare, impari a chiedere con assertività, seppure con rispetto, e l’uomo, maggiormente orientato a pretendere, apprenda invece a offrire di più, a partire dalla propria predisposizione all’ascolto.

Lo stile dell’autore è molto scorrevole, anche se tende a ripetere spesso i concetti cardine. Inoltre, se volete addentrarvi in questa lettura, vi consiglio di tener presente che il libro è stato scritto negli anni ’90 e quindi potete trovare delle visioni un po’ stereotipate dei ruoli maschili e femminili.

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Un commento

  1. Il testo è un classico, sente il peso degli anni e di una visione un pò “statica” e dicotomica del maschile e del femminile. Oggi fortunatamente l’identità di genere è più fluida, consapevole, libera da sovrastrutture culturali…

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