I fiori della morte – J.J. Ellis [ Recensione ]

Titolo libro: I fiori della morte
Autore: J.J.Ellis
Casa Editrice: Ponte alle Grazie (27 gennaio 2022)
Numero Pagine: 359
Prezzo di Copertina: 18,90
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Voto: 4/5
Trama: Giornalista inglese trapiantata a Tokyo, Holly Blain è stanca di doversi occupare di zuccherose popstar per adolescenti. È a caccia di notizie vere, stimolanti. Cronaca nera. Quando incontra l’ispettore Tetsu Tanaka capisce di avere finalmente fra le mani la grande occasione che aspettava: una ragazza svedese, Elin Granqvist, viene trovata morta, e nelle stesse ore scompare Marie-Louise Durand, francese. Tanaka è un poliziotto ligio alle regole, e non vorrebbe coinvolgere una giornalista così ambiziosa in un’indagine tanto delicata. Ma l’ispettore non ha scelta: grazie al suo look androgino, Holly riesce a mimetizzarsi perfettamente nello sterminato alveare di Tokyo, scoprendo elementi decisivi per l’indagine. Le intuizioni di Holly e Tanaka portano a delineare la figura di un misterioso killer, ossessionato dalla fioritura dei ciliegi e dai minuziosi rituali della tradizione del suo Paese, e con una morbosa predilezione per Roy Orbison e le sue ballate intrise di malinconia. Sullo sfondo di un Giappone sospeso tra un futuro ipertecnologico e un passato immutabile, l’autrice confeziona un thriller dove ogni personaggio è costretto a fare i conti con le proprie origini: un vuoto da colmare, un incubo psicologico da cui fuggire.

«Recise la foglia con la precisione di un chirurgo. Come una persona che andava fiera
del suo lavoro. Ciò che si toglieva era altrettanto importante di quello che restava.
Per rendere giustizia ai fiori, per rendere giustizia a tutta la composizione, gli spazi, – il vuoto,
il Ma, ovvero lo spazio negativo – dovevano essere calcolati esattamente
come sua madre gli aveva mostrato tanti anni prima».

I fiori della morte è un thriller scritto da J.J. Elis che inaugura l’inizio di una trilogia che ha per protagonisti l’ispettore Tanaka e la giornalista Holly Blain.

È un thriller diverso dai soliti. La storia è ambientata a Tokyo, città rinomata per i pochi casi di omicidio. La polizia, quando si tratta di indagare è sempre un po’ restia e si muove con incertezza. Spesso è la stampa che, a caccia di scoop, trova indizi e soluzioni.

Blain è una giornalista, scrive per un’importante testata, ma vorrebbe fare un salto di qualità iniziando a parlare di cronaca nera. Arriva l’occasione giusta per lei: due ragazze spariscono misteriosamente e la polizia sembra brancolare nel buio. L’ispettore Tanaka indaga sul caso e, nonostante all’inizio sia restio, decide di collaborare con Blain, la quale sembra sempre essere un passo avanti nelle indagini.

Il killer è un uomo che si porta dietro gli strascichi del suo passato e in alcuni atteggiamenti ricorda in maniera vaga il sadico Buffalo Bill de “Il silenzio degli innocenti”, solo che il primo ha come marchio i fiori e non le farfalle.

I personaggi di questo libro sono uomini e donne che si rivelano pagina dopo pagina, con i loro segreti e sofferenze. Anche se di qualcuno non ci viene svelato quasi niente, se non dei piccoli indizi che speriamo trovino soluzione nei prossimi libri.

I fiori del male è un thriller coinvolgente. Oltre a mettere in scena omicidi e indagini, vuole trasmettere la cultura di un paese ricco di usi, costumi e filosofia di vita lontani da quelli occidentali. Alla tradizione però, si alterna la rivoluzione pop del Giappone e quindi incontriamo gothic lolite, gruppi j-pop e locali trasgressivi.

In questo contesto si muovono i fili di una storia che spesso ha una cadenza narrativa lenta, poiché l’autore si lascia andare con interessanti e poetiche descrizioni di luoghi e colori. A volte sembra quasi di passeggiare nelle strade che percorre Blain.

La storia si svolge a Tokyo, ma in realtà è quasi internazionale, poiché incontriamo personaggi di diversi paesi, con i loro modi di fare e le loro usanze.

Quindi, ricapitolando: I fiori del male è una storia ricca di suspense, in grado di coinvolgere il lettore sia quando parla di indagini che quando racconta i posti in cui si svolgono le vicende. Abbiamo una giornalista capace di tutto pur di rincorrere il suo scoop e svelare un mistero; un detective con un forte senso di giustizia che cerca con tutte le sue forze la verità; e un serial killer dal passato triste, molto legato alle tradizioni con una particolare passione per le composizioni floreali.

I posti che vengono menzionati sono descritti in modo dettagliato e i personaggi che incontriamo sono ben caratterizzati. Ogni pezzo del puzzle trova la sua giusta collazione, in una storia lineare e senza particolari intoppi.

Consiglio la lettura?

Sì, decisamente sì!

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