The Batman: una recensione cattiva

Ero indecisa se scrivere o meno una recensione sul film The Batman, perché poi mi dite che mi lamento sempre, che ho gusti troppo difficili, mi ritrovo le fan di Robert Pattinson che mi scrivono “ma tu chi sei?”, gente che mi cancella dai social come quella volta che ho scritto che non sapevo chi fosse Ed Sheeran, e bla bla…

Però lo devo fare, sento la necessità di esprimere il mio parere che, giustamente, non gliene frega niente a nessuno. Ma lo devo fare!

Trama

The Batman, film diretto da Matt Reeves , vede protagonista Robert Pattinson nel ruolo di Bruce Wayne e del suo alter ego supereroistico, l’Uomo Pipistrello. Il film non è una origin story e, infatti, vede Bruce Wayne vestire già tempo il mantello di Batman, che vigila sulla città di Gotham City da due anni. In questo periodo il supereroe ha già affrontato diversi criminali, ma è giunto per lui il momento di discendere nelle oscure profondità della città e scontrarsi questa volta con un nemico tanto astuto quanto temibile.
Gotham City è in mano alla corruzione, che dilaga tra le più alte cariche della città, dove Batman sembra esser l’unico che cerchi di garantire giustizia. È per questo che Bruce Wayne deve essere cauto e non fidarsi facilmente, ma dalla sua parte ha sempre il fidatissimo Alfred (Andy Serkis) e può contare anche sul tenente James Gordon (Jeffrey Wright). Il vigilante, però, non immagina che il nuovo killer, L’Enigmista (Paul Dano), che semina il terrore a Gotham con indovinelli e inganni, conosce la sua identità, tanto da spargere qua e là indizi ed enigmi proprio sulla famiglia Wayne. Indagando su di lui nei bassifondi, Batman si imbatte in una serie di personaggi, come l’affascinante Catwoman (Zoë Kravitz), Il Pinguino (Colin Farrell) e il boss del crimine Carmine Falcone (John Turturro). Le indagini che condurrà, però, lo porteranno a scoprire qualcosa che ha sempre ignorato sulla sua famiglia e per sconfiggere il male e avere finalmente vendetta, questa volta l’Uomo Pipistrello dovrà stringere nuove alleanze.

Recensione

Partiamo da un presupposto: adoro la trilogia di Christopher Nolan, per me Batman sarà sempre quello interpretato da Christian Bale, così come non ci sarà Joker migliore di quello di Heath Ledger. Però, sono andata al cinema pensando: “Pina, fai finta di non averla mai vista, altrimenti rimani delusa”. Ma, ahimè, a nulla è servito!

Parliamo delle cose positive, perché bisogna essere onesti e sinceri: Batman interpretato da Edward Cull… ehm Robert Pattinson è un sorta di antieroe.  È un essere umano di cui vengono mostrate le debolezze. Ha i soldi, certo, ma non ama metterli in mostra, non ha laboratori strafighi, non va a festini fashion, non gira con macchinoni, non ha l’autista (guida lui) e nessuna strafiga al suo fianco. Quindi è un essere umano, con pregi e difetti, che ha come hobby quello di combattere i cattivi. E poi, basta…

Bruce Wayne interpretato da Robert Pattinson è diverso da quelli a cui siamo abituati: è molto cupo, tormentato, depresso, in perenne lotta con lo shampoo. Sembra quasi che l’attore si sia dimenticato di dismettere i panni del vampiro sbrilluccicoso. È molto rumoroso: quando arriva i suoi passi si sentono rimbombare nel raggio di 2 km, sembra che stia arrivando Nemesis (ve lo ricordate il cattivone mutante di Resident Evil? Ecco, lui!).

L’armatura di Batman è stata acquistata a rate su wish e ha le cult comprate dal cinese in svendita che puzzano di benzina.  Nel tempo libero usa la sua macchina per partecipare a raduni di tuning dove, se fanno gare di tunz tunz arriva sempre ultimo, perché in una scena non parte neanche il super motore mega figo, che fa così tanto rumore che, a confronto, un boeing è silenzioso. E, alla fine della fiera, tutto fumo e niente arrosto perché comunque va alla stessa velocità della banalissima macchina del pinguino, solo che ha un motore radioattivo che consuma come quattro carrarmati e, di sti periodi, con il caro benzina, anche no grazie!

Ci sono poi delle scene che sembrano essere prese dai cartoni animati, come quando Batman si sveglia all’interno di una cella dove, oltre a lui, sono stipati dentro altri 314 poliziotti che lo fissano tutti insieme. Ho sentito un soffocante senso di claustrofobia dopo due anni di covid e bombardamenti mediatici: “Mantenete la distanza sociale”. Roba che mi aspettavo il tizio con la tuta di protezione fuori dalla cella a fare tamponi a chicchessia.

La polizia ne esce sempre un po’ ridicolmente distrutta, come quando all’interno della caserma mille mila poliziotti devono cercare di prendere un fuggiasco Batman e sembrano orde di orchi che spuntano da ogni angolo e, spoiler, non lo prendono.

Catwoman, interpretata da Zoë  Kravitz, è strafiga nel suo completino di pelle, ma poi le piazzano un passamontagna da moto in testa, acquistato sempre su wish, che ancora mi chiedo cosa diamine dovesse nascondere, dato che ha la parte degli occhi completamente aperta.

I combattimenti ci sono e forse sono anche fighi, ma non si vedono perché, un’altra caratteristica inspiegabile di questo film è che nessuno accende la luce. Tutto avviene al buio, le tenebre regnano sovrane, anche quando si poteva semplicemente accendere un interruttore: C@$$o! Siete dentro una casa! Al posto di usare le torce, lo volete mungere un cacchio di pulsante? Possibile che non funzioni mai la luce?

Inoltre a Gotham sono tutti corrotti, tutti! Persino i neonati hanno diverse condanne ed ergastoli da scontare, forse, a causa di traffico illecito di pannolini e vagiti molesti che disturbano la quiete pubblica.

Il film dura tre ore, 180 minuti che scorrono abbastanza veloci. Non ho dovuto combattere contro palpebre calanti, però Il Signore degli Anelli se lo può permettere, Batman con Edward Cullen no!

Potrei scrivere altre mille cose che ho trovato trash e ridicole, come quando Bruce Wayne decide di fare le mappe concettuali per sbrogliare la matassa del mistero usando come tela il pavimento e come penna una bomboletta di vernice bianca. Tutto rigorosamente a petto nudo, ma con il camino acceso perché fa fridd. Ma preferisco fermarmi qui.

Odiatemi, se volete, ma è stato l’unico film di cui non ho aspettato la scena post credits. E io aspetto sempre la scena post credits. Ma una volta finito, dopo tre ore, agognavo solo la libertà! Purtroppo non sono amante dei film della DC e The Batman è stata un’ulteriore conferma.  Credo che vedrò film DC  solo se se dovessero riguardare Aquaman, ma non per i guizzanti muscoli di Jason Momoa … per la trama, sia chiaro.

 

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