Follia: una lunga e romanzata cartella clinica [Recensione]

Titolo: Follia
Autore: Patrick McGrath
Casa Editrice: Adelphi (21 marzo 2012)
Numero Pagine: 296
Voto: 4/5
Prezzo Copertina: 13 €
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Trama: Inghilterra, 1959. Dall’interno di un tetro manicomio criminale vittoriano uno psichiatra comincia a esporre, con apparente distacco, il caso clinico più perturbante che abbia incontrato nella sua carriera – la passione letale fra Stella Raphael, moglie di un altro psichiatra dell’ospedale, e Edgar Stark, un artista detenuto per un uxoricidio particolarmente efferato. È una vicenda cupa e tormentosa, che fin dalle prime righe esercita su di noi una malìa talmente forte da risultare quasi incomprensibile – finché lentamente non ne emergono le ragioni nascoste. Il fatto è che in questo straordinario romanzo neogotico McGrath ci scalza dalla posizione abituale, e confortevole, di lettori, chiedendoci di adottare il punto di vista molto più scabroso di chi conduce una forma singolarmente perversa di indagine: il lavoro analitico. Eppure qualcosa, forse una tensione che a poco a poco diventa insopportabile, ci avverte che i conti non tornano, e che l’inevitabile, scandalosa e beffarda verità sarà molto diversa da quella che eravamo stati costretti a immaginare.

Follia è un libro scritto da Patrick McGrath. La storia è una lunga e romanzata cartella clinica che racconta il caso di Stella e della sua ossessione amorosa nei confronti dell’artista uxoricida Edgard.

Follia è un libro difficile di cui parlare. Sono tante le tematiche trattate e tutte di una notevole importanza. Stella è una donna che arrivata ad un certo punto della sua vita, capisce che il suo matrimonio si basa sul nulla, di non amare più il marito e di essere costretta a ricoprire un ruolo (quello della moglie del dottore) che non vuole. Max, il marito, è sempre troppo occupato, preso dalla sua carriera, poco attento ai bisogni della moglie e del figlio Charlie. Una persona poco presente, che interpreta un ruolo di facciata, che ha a cuore solo la sua crescita personale, pretendendo però devozione e affetto dalla sua famiglia.  Stella finisce per innamorarsi di Edgar, un paziente con un passato molto oscuro di cui viene a conoscenza, e i due iniziano una relazione clandestina che sfocia in una fuga. Il loro rapporto è dei più malati, in quanto quello che all’inizio sembrava essere un amore idilliaco, è in realtà una relazione tossica, fatta di ossessione, possesso e violenza.

La storia è una vera è propria tragedia famigliare, dove si fanno male tutti quelli che vengono in qualche modo toccati dal rapporto Stella- Edgar. La situazione che, all’inizio può sembrare la storia di una donna fedifraga, peggiora pagina dopo pagina. Leggiamo quello che accade nella mente offuscata di Stella, incapace di accettare la vera natura di Edgar, fingendo che non esista il mostro che alberga in lui e giustificando i suoi comportamenti violenti.  Max cade in tunnel, che fa solo il rapporto con Stella e il figlio . Edgar è la pedina che porta lo sfacelo all’interno di una famiglia, infettando tutti con il germe della “follia”. 

Nel 2005 dal libro Follia è stato tratto un omonimo film diretto da David Mackenzie, ma è così freddo e apatico, che non ne vale neanche la pena parlarne. Innanzitutto, se qualcuno non ha letto il libro, non riesce a capire alcune situazioni e passaggi che sono fondamentali per la storia. Vige un certo pudore, la storia è incentrata sul rapporto fra Stella e Edgard, che è soprattutto fisico, e nel film vengono lasciate intendere molte cose, facendo così perdere tutte quelle caratteristiche legate all’ “amore” ossessivo creato da Patrick McGrath. Inoltre le interpretazioni dei personaggi le ho trovate fredde e sterili, anche nei momenti di forte drammaticità. 

Consiglio il libro?

Sì, lettura consigliatissima. Soprattutto se vi piacciono i libri che vanno ad indagare i meandri della mente umana.

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