La custode dei peccati – Megan Campisi [ Recensione ]

Titolo: La custode dei peccati
Autrice: Megan Campisi
Casa Editrice: Nord (7 gennaio 2022)
Numero Pagine: 400
Prezzo copertina: 19 €
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Voto: 4/5
Trama: Ha rubato solo un pezzo di pane, ma la giovane May avrebbe preferito essere impiccata come tutti gli altri ladri. Invece il giudice ha scelto per lei una condanna peggiore della morte: diventare una Mangiapeccati. Dopo la sentenza, May è obbligata a indossare un collare per essere subito riconoscibile e le viene tatuata la lettera S sulla lingua. Da quel momento, non potrà mai più rivolgere la parola a nessuno. Poi inizia il suo apprendistato presso la Mangiapeccati anziana che, nel silenzio più assoluto, le insegna le regole del mestiere. Un mestiere spaventoso: raccogliere le ultime confessioni dei morenti, preparare i cibi corrispondenti ai peccati commessi e infine mangiare tutto, assumendo su di sé le colpe del defunto, la cui anima sarà così libera di volare in Paradiso. Le Mangiapeccati sono esclusivamente donne, disprezzate e temute da tutti, eppure indispensabili. E infatti, un giorno, May e la sua Maestra vengono convocate addirittura a corte, dove una dama di compagnia della regina è in fin di vita. Dopo la confessione e la morte della donna, però, alle due Mangiapeccati viene portato un cuore di cervo, un cibo da loro non richiesto e che rappresenta il peccato di omicidio. Sconcertata, la Maestra di May si rifiuta di completare il pasto e viene imprigionata per tradimento. Rimasta sola, la ragazza china la testa e porta a termine il compito, ma in cuor suo giura che renderà giustizia all’unica persona che le abbia mostrato un briciolo di compassione. Quando viene chiamata ancora a prestare i suoi servigi a corte, May intuisce che una rete di menzogne e tradimenti si sta chiudendo sulla regina e che solo lei è in grado d’intervenire. Perché essere invisibile può aprire molte porte, anche quelle che dovrebbero restare chiuse per sempre…

Ispirandosi alla figura realmente esistita della Mangiapeccati, questo romanzo coinvolgente e dalla straordinaria potenza narrativa ci regala un’eroina modernissima, che rifiuta il ruolo impostole da una società che la umilia in quanto donna, e che grazie alla sua forza di volontà e determinazione riuscirà a cambiare il proprio destino.

La custode dei peccati è il romanzo di esordio di Megan Campisi.

La storia racconta di May, una giovane donna che dopo aver rubato un tozzo di pane spinta dalla fame, viene costretta a diventare una mangia peccati. Dal giorno della sua nomina si ritrova sola in un mondo che la respinge come essere umano. La sua vita, già di per sé difficile, diventa una silenziosa lotta alla sopravvivenza.  È considerata uno scarto della società solo perché qualcuno le ha affibbiato il ruolo di mangia peccati.

A causa di un dovere morale si ritrova a sbrogliare una complicata matassa nella casa reale.

La mangia peccati è una figura realmente esistita, il suo compito era di sentire le confessioni del morente e mangiare i cibi corrispondenti ai peccati dichiarati. Il peccatore, attraverso il “pasto”, scaricava il suo fardello sulla mangia peccati, che si prendeva il peso e le colpe. Il rituale permetteva all’anima di volare in paradiso, pura e limpida.

La mangia peccati descritta da Megan Campisi era una donna che  apparteneva al mondo degli invisibili. La sua figura era tanto necessaria quanto temuta e disprezzata. Si accollava le colpe dei defunti e quindi, ogni volta che eseguiva il rituale del pasto, era considerata sempre più dannata e peccatrice. Veniva allontanata, nessuno parlava con lei e quando compariva, non chiamata per i suoi servigi, le persone intonavano preghiere ad alta voce come se fossero al cospetto del demonio.

L’autrice reinventa una credibilissima epoca Tudor, e racconta di un mondo corrotto, fatto di apparenza, finto perbenismo e disonestà.

Alcuni passaggi della storia fanno veramente male, poiché mettono in evidenza come la gente possa essere ipocrita e vittima della superstizione e dell’ignoranza.

Si parla anche di stregoneria e di come lo spauracchio del rogo venisse usato a scopo politico: era più facile dire che una donna fosse una strega per farla arrestare e uccidere, che provare a incastrarla diversamente.

L’unica nota dolente della storia è che a volte è un po’ ripetitiva:  la mangia peccati viene chiamata per recarsi nella casa del morente o del defunto. Una volta lì deve fare una recitazione. Il rituale viene proposto di continuo.

Ho trovato la storia cupa. Non è di certo un racconto allegro: ci sono continue descrizioni dell’attimo precedente la morte, oltre che dei sentimenti legati all’abbandono, alla sofferenza, alla solitudine e all’essere considerata un’emarginata.

Il trattamento riservato a May e le sue vicende mi hanno ricordato molto le protagoniste di due storie famose.  La prima è Hester de Una lettera scarlatta. Manca la vicenda carnale, però c’è sempre qualcuno che priva una persona della propria libertà senza metterle delle catene o chiuderla dietro delle sbarre, ma attraverso un simbolo o un oggetto.

La seconda è L’Accabadora, che non si prendeva il peso dei peccati, ma aiutava la gente sofferente nel trapasso. Sia lei che la mangiapeccati erano figure tanto temute quanto disprezzate.

Il finale è aperto, ho la sensazione che possa esserci un probabile sequel.  Il mistero non è stato del tutto risolto, l’autrice ha fornito delle probabili soluzioni e in più sono state aperte altre porte.

La custode dei peccati è una storia che parla di riscatto, May infatti combatte per riprendere ciò che aveva. Nonostante le ripetizioni lo stile è molto fluido, la storia coinvolgente e i personaggi indimenticabili.

Consiglio la lettura!

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