La profezia della curandera – Hernan Huarache Mamani [ Recensione ]

Titolo: La profezia della curandera
Autore: Hernan Huarache Mamani
Casa Editrice: Piemme; 3° edizione (24 ottobre 2013)
Numero Pagine: 368
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Prezzo Copertina: 10,90 €
Trama: Kantu è giovane, bella, piena di interessi e di entusiasmo. Vive a Cuzco, una città del Perù, e trascorre le sue giornate tra lo studio, gli amici, le feste. Non conosce nulla delle antiche tradizioni andine, della scienza della Pachamama, degli insegnamenti dei curanderos. Non la interessano. Un giorno, un evento inatteso sconvolge il suo universo, costringendola a confrontarsi con una realtà a lei incomprensibile. Disposta a tutto pur di conquistare l’uomo che ama, Kantu intraprende un cammino difficile che la porterà a riscoprire l’energia che c’è in lei.

La profezia della curandera è un libro che mi ha caricato di aspettative, ma che si è rivelato un tremendo flop. 

Kantu, la protagonista, è una donna che decide di attraversare un percorso che ha rifiutato da bambina, per acquisire consapevolezza in se stessa e nelle sue capacità, spinta dall’amore per un uomo, Juan (come nelle migliori telenovelas…); e già la motivazione che la porta ad affrontare il suo cammino, mi ha fatto un po’ storcere il naso. L’autodeterminazione di una donna deve sempre passare da un uomo, mai che possa essere motivata semplicemente dall’amore per se stessa. Avendo letto recensioni estasiate un po’ ovunque, ho sperato che il finale potesse regalarmi una donna diversa, risoluta, emancipata, libera e capace di prendere decisioni importanti, nonostante le premesse iniziali, ma così non è stato.

Kantu cambia, raggiunge i suoi obiettivi attraverso un percorso duro ed estenuante, ma poi il tutto è ridotto ad un “ho conquistato l’uomo che amavo e che mi trattava male, attraverso l’uso dell’ars amatoria (insieme a una serie di tecniche che oggi possiamo definire altamente tossiche)”.  L’uomo in questione è il sopracitato Juan, che la voleva sposare, ma poco prima delle nozze, un impegno di lavoro lo fa volare altrove e sparire nel nulla. Il nulla era un’altra donna, scusate lo spoiler. Juan, nonostante il tradimento e la vigliaccheria, torna da lei quando gli fa comodo, si prende quello che vuole e va via. E la nostra protagonista combatte per conquistare proprio lui… (il mio disappunto a riguardo è incommensurabile!) 

Condori è uno dei maestri che accompagna il cammino di Kantu e lo fa in modi opinabili. Vige il libero arbitrio, ma se la giovane protagonista non accetta determinati riti di iniziazione, può raccogliere bagatte e bagattelle e tornarsene a casa, a piangere il suo amore. Non lo sentite anche voi questo odore di setta?

Sono presenti diverse intuizioni, anche molto affascinanti riguardanti la crescita personale, il potere che ogni donna possiede…  . Ho apprezzato il significato nascosto dietro il serpente, a cui di solito viene data un’accezione negativa a causa di un fattore religioso, quando invece rappresenta la rinascita, il rinnovamento e la conoscenza.

“Nonna, cosa si può imparare da un serpente?”
Questo Animale insegna che la vita è movimento, rinnovamento e ringiovanimento. Ogni anno quando ormai la sua pelle si è fatta vecchia, lui se ne libera e si ricopre con una pelle nuova. E così ringiovanisce.”

Anche lo stile è abbastanza fluido, infatti la storia si legge facilmente, senza troppe difficoltà.

Ma, ad eccezione di ciò, faccio veramente fatica a trovare altre caratteristiche positive.  

Vige un disequilibrio fra donna e uomo, in cui vengono affibbiati dei ruoli: la donna è colei che deve insegnare all’uomo ad amare e a essere una persona migliore; l’uomo un’apprendista che nel frattempo fa quello che vuole in quanto incapace. 

Insomma, La profezia della curandera è stata una lettura deludente. Una storia ricca di stereotipi di cui potevo fare decisamente a meno, dove le figure dell’uomo e della donna escono distrutte. 

Non era meglio avere una donna che decide di amare se stessa e percorrere un cammino di consapevolezza, spinta dalla voglia di crescere, per vivere una vita migliore, al posto di avere come fine l’amore di un uomo che l’ha fatta soffrire e l’ha tradita?

L’unica attenuante che mi sento di dare è che la storia appartiene a una cultura e a tempi  diversi da quelli odierni. Probabilmente, se la spogliassimo del lato amoroso, riusciremmo ad apprezzare di più i messaggi che l’autore vuole mandare ai suoi lettori.

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