Fabbricante di Lacrime – Un breve parere negativo #fuggitesciocchi

Di cosa parlo oggi? Del Fabbricante di lacrime. Sì, perché se c’è qualcosa che fa schifo, ed è risaputo, state certi che io la devo vedere/leggere e mi devo pure lamentare. Funziona così.

Di questa storia ne parlai già tempo fa, quando è uscito il libro (letto attraverso l’antica tecnica del salto del capitolo). Mi aveva lasciata perplessa (in realtà schifata) poiché esaltava l’amore tossico fra due adolescenti.

Ne parlo qui: Fabbricante di Lacrime – Una recensione negativa

Potete ben immaginare quando ho scoperto che sto fabbricante sarebbe sbarcato su Netflix. Avevo già preparato la penna del livore, fatta con inchiostro di sangue di Nazgul, per scrivere tutte le peggiori cattiverie, condite da lamentele di vario genere e bla bla… ma, dopo aver visto il film la scorsa notte alle 3 a velocità 1,5x, l’ho riposta con cura… Le critiche bisogna meritarle, e la penna fatta con le lacrime di Mordor non si usa per un film che è peggio della corazzata Potemkin: “una cacata pazzesca” (cit. Ragioniere Ugo Fantozzi)

E in realtà basterebbe dire questo, buttarlo nel calderone dei film di merda e domandarsi perché, al posto di dormire, abbia preferito torturare i miei bulbi oculari con un tale schifo…ma aggiungo qualche parolina in più, giusto per dare un senso al sonno perso.

Il film fa acqua da tutte le parti, è molto “basico”, non può andare oltre l’etichetta di teen drama e -per fortuna- non ha tutte le sfaccettature di amore tossico presenti nel libro. Anzi… con il libro pare non avere niente a che fare, nonostante questo abbia una sua profondità, una buona caratterizzazione dei personaggi, una storia ricca di vicende e bla bla…

L’interpretazione è veramente pessima. La storia è disconnessa, se non si legge il libro, difficilmente si riesce a seguire.

Sembra come se un gruppo di bambini stesse giocando ai teenager tormentati americani, e si inventasse cose al momento.

E basta… dire di più sarebbe veramente inutile. Alla fine è un filmetto under 16, inutile accanirsi (e per fortuna, data la storia raccontata nel libro).

Alla prossima insonnia!

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