Inseguendo l’uomo nero – Richard Chizmar [Recensione]

Titolo: Inseguendo l’uomo nero
Autore: Richard Chizmar
Casa Editrice: Sperling & Kupfer (27 settembre 2022)
Numero Pagine: 304
Prezzo Copertina: 17,90 €
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Trama: Un’estate come tante, una cittadina americana, un incubo che sembra non finire mai. L’indagine di un ragazzo del luogo destinato a diventare un grande scrittore. Nell’estate del 1988, i corpi mutilati di diverse ragazze cominciano a essere ritrovati a Edgewood, nel Maryland. Le macabre prove portano la polizia all’inquietante supposizione che un serial killer sia tra loro. Ma presto inizia a diffondersi una voce secondo cui il male che perseguita gli adolescenti locali non sarebbe del tutto umano. Il neolaureato Richard Chizmar torna nella sua città natale proprio mentre viene decretato il coprifuoco e si ritrova presto catapultato in una vera storia dell’orrore. Ispirato dagli eventi terrificanti, Richard scrive un resoconto personale di questi ultimi, ignaro che lo continueranno a ossessionare negli anni a venire. «L’innocenza, una volta perduta, non si recupera più. L’oscurità, una volta osservata, non potrà mai essere perduta.» Per noi cittadini di Edgewood, era arrivato il momento dell’oscurità.

 

Forse ho letto troppi thriller, o forse ne ho letto alcuni che mi hanno conquistata così tanto da rendermi una lettrice difficile da accontentare e, mi duole dirlo, “Inseguendo l’uomo nero” è un libro veramente banale. 

In una tranquilla cittadina un serial killer sceglie delle giovani donne, le uccide e lascia i loro corpi in posa e con un orecchio mozzato. Parte la caccia all’uomo, si interessano al caso -oltre la polizia- un giovane scrittore di racconti horror e una futura e promettente giornalista. 

Il giovane scrittore, nonché protagonista, è l’autore del libro. Infatti ci tiene a far sapere che alcune delle storie narrate e dei posti descritti appartengono alla sua infanzia; a differenza invece della storia del serial killer e degli omicidi, che sono inventati di sana pianta.

La storia contiene tutti i cliché del genere. 

Colpi di scena zero. Si concentra molto sulla vita dei personaggi, numerosi sono i flash back che raccontano le bravate adolescenziali del protagonista. Ho avuto la sensazione che oltre al caso da risolvere, l’autore abbia anche voluto raccontare come “nasca” uno scrittore, essendo che comunque è una storia che gli appartiene.

Non ho potuto fare a meno di notare la dolce malinconia che alleggia intorno la figura dei genitori, e questa è una cosa che ho molto apprezzato, in quanto l’ho percepita come un tributo.

È un libro che si lascia leggere, molto lineare, fluido e… purtroppo scontato. 

La classica lettura da fare sotto l’ombrellone: ti fa passare il tempo, ma non ti lascia niente.

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Un commento

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