La matita cattiva: come ho imparato a farmi i fatti miei [Memorie di una collegiale]

Memoria di una collegiale #11

Cari amici e amiche,

la memoria di oggi non riguarda il mio periodo da collegiale. Dovete sapere, infatti, che oltre ad aver vissuto diversi anni in collegio, da piccola ho anche frequentato un istituto privato gestito da suore. I ricordi che conservo di questo periodo sono vari e, devo dire la verità, alcuni sono anche molto belli. Ma, ahimè, non sono mai mancate le punizioni, le tirate d’orecchie e le umiliazioni in “pubblica piazza”.

Di seguito trovate un episodio che amo definire formativo.
Buona Lettura!
🙂

Ogni volta che Pina vede la matita in foto, il suo volto viene percorso da tic nervosi che le ricordano che quella è una matita cattiva, molto cattiva!

Per capire i motivi della folle paura, dobbiamo tornare indietro di tanti anni, quando Pina era una leggiadra fanciulla di sei o –forse- sette anni e andava a scuola dalle suore.

Un giorno, durante la ricreazione, Piccola Pina notò due sue compagne accovacciate a terra, parlottare fra di loro con fare misterioso. Vuoi che una bambina di sei anni curiosa come una scimmia non non volesse sapere cosa combinavano?

Fu così che piccola Pina scoprì che le due compagne avevano rubato la matita cattiva ad un’altra e, per una resa dei conti, la stavano facendo a pezzi. Dopo qualche secondo Piccola Pina sentì una presenza sinistra caratterizzata dall’inconfondibile struscio di veste: la demoniaca suora maestra, vedendo il cerchio misterioso, era venuta a sincerarsi che nessuno stesse invocando satana e trovando la matita rotta chiese spiegazioni. Nel frattempo, la compagna vittima del torto, scoprendo di essere stata derubata e che la matita era un lontano ricordo, scoppiò a piangere.

Pina ricorda ancora oggi il bruciore dei pizzicotti e il dolore delle tirate d’orecchie e a nulla servirono le sue parole: “ma io non ho fatto niente, mi sono appena avvicinata, non so neanche di chi è sta cazza di matita”.

Piccola Pina venne messa in punizione insieme alle due compagne; punizione che ovviamente prevedeva la gogna in pubblica piazza (le suore erano amanti delle “vecchie maniere”): ognuna dovette comprare la matita cattiva e consegnarla davanti a tutta la classe, chiedendo scusa alla vittima del furto.

Fu così che Pina imparò a tenere a bada la sua curiosità e a farsi i fatti suoi.

To be continued…

SCOPRI TUTTE LE MEMORIE DI UNA COLLEGIALE:
  1. La verità, vi prego, sulle suore
  2. 50 sfumature di suora
  3. Le origini
  4. L’orario di rientro
  5. Ma tu odii le suore?
  6. Luoghi di ritrovo
  7. Amicizie sigillate da un rotolo di carta igienica e distrutte da una piastra per capelli 
  8. Vogliamo l’albero di Natale!
  9. La cartellina del demonio
  10. Qui i maschi non possono entrare!
Ogni riferimento a fatti realmente accaduti e/o a persone realmente esistenti è da ritenersi puramente casuale

5 commenti

  1. Io ho fatto le elementari dalle suore salesiane, mai capito perché, forse era la scuola più vicina a casa…e sono passata alla scuola media pubblica dopo una crisi di nervi tale da rischiare di dover chiamare soccorso medico, nel corso della quale urlavo ai miei genitori che o basta suore o non sarei mai più andata a scuola. Da notare che, al tempo, una tale ribellione non era proprio prevista! Occorrevano coraggio e disperazione.
    Le ricordo ancora con orrore, presa tra la disperazione di saper mia mamma destinata alle fiamme dell’inferno perché metteva il rossetto, andava a ballare con papà e, addirittura, fumava (il tutto oltre a non andare alla Messa della domenica) e la rabbia incontenibile del giorno in cui mi è stato sequestrato Piccole donne in quanto libro all’Indice trattandosi di opera di autrice protestante. E a seguire…
    Fa piacere sapere che, con il tempo (e dovendo trattare con ragazze adulte), si sono incivilite.

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