Lizzie: un romanzo di Shirley Jackson che indaga l’animo umano [Recensione]

Titolo: Lizzie
Autrice: Shirley Jackson
Casa editrice: Adelphi (16 ottobre 2018)
Numero Pagine: 316
Prezzo Copertina: 12€
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Voto: 4/5
Trama: Opera della maestra del thriller nero, venerata da Stephen King, Lizzie è il primo grande romanzo delle personalità multiple. La protagonista, Elizabeth Richmond, ventitré anni, i tratti insieme eleganti e a­nonimi di una «vera gentildonna» della provincia americana, non sembra avere altri progetti che quello di aspettare «la propria dipartita stando il meno male possibile». Sotto un’ingannevole tranquillità, infatti, si agita in lei un disagio allarmante che si traduce in ricorrenti emicranie, vertigini e strane amnesie. Un disagio a lungo senza nome, finché un medico geniale e ostinato, il dottor Wright, dopo aver sottoposto la giovane a lunghe sedute ipnotiche, rivelerà la presenza di tre personali­­tà sovrapposte e conflittuali: oltre alla stessa Elizabeth, l’amabile e socievole Beth e il suo negativo fotografico Betsy, «maschera crudele e deforme» che vorrebbe fagocita­re e distruggere – con il suo «sorriso laido e grossolano» e i suoi modi sadici, insolenti e volgari – le altre due. È solo l’inizio di un inabissamento che assomiglierà, più che a un percorso clinico coronato da un successo terapeutico, a una discesa amorale e spietata nelle battaglie angosciose di un Io diviso, apparentemente impossibile da ricomporre: tanto che il dottor Wright sentirà scosse le fondamenta non solo della sua dottrina, ma della sua stessa visione del rapporto tra l’identità e la realtà.

Leggere Lizzie è una vera e propria esperienza di vita. Non è il libro migliore per iniziare a scoprire le storie di Shirley Jackson, ma è fondamentale per capire il calibro dell’autrice. 

La storia racconta di una donna affetta da disturbo dissociativo dell’identità. Se consideriamo l’anno in cui è stato scritto il libro (1954) è un argomento alquanto improbabile, poiché questo tipo di malattia e le relative cure erano oggetto di studio. 

Shirley Jackson indaga e racconta il disturbo, andando ad individuare le cause e facendo vivere al suo lettore gli effetti che provoca in chi ne è affetto e le conseguenze nei familiari. Lizzie rappresenta una sorta di cartella clinica, dove il dottore che segue il caso narra minuziosamente gli incontri con la paziente. 

La storia è un vero e proprio delirio perché ci sono situazioni in cui riaffiorano le varie personalità tutte insieme, quindi leggiamo dialoghi che avvengono apparentemente tra due persone, ma che in realtà sono cinque. Ogni personalità ha le sue caratteristiche, i suoi pregi, difetti e il proprio nome:

  • Elizabeth, spenta e remissiva;
  • Beth, dolce e piagnucolosa;
  • Betsy, infantile e dispettosa;
  • Bess, venale e dispotica;

Il riaffiorare di ognuna crea un caos gestito in maniera ineccepibile dall’autrice. 

I capitoli alternano diversi punti di vista: il primo è incentrato su Elizabeth; il secondo e il quarto sono narrati dal dottor Wright, dove leggiamo gli appunti sul caso; il terzo è narrato da Betsy; e così via fino ad arrivare all’ultimo che rappresenta un epilogo scritto in terza persona. 

Nonostante ci siano dei libri precedenti che hanno come tematica la personalità multipla – pensiamo a Lo strano caso di Dottor Jekyll & Mister Hyde, Il sosia o Il ritratto di Dorian Grey –  Lizzie possiede una peculiarità rispetto agli altri, in quanto viene analizzato il caso da un punto di vista clinico.  L’animo della protagonista, infatti, è frammentato in tante personalità che il dottor Wright cerca di unire attraverso la terapia, per comporre la persona nella sua interezza. I titoli  succitati invece, rappresentano la dicotomia “buono/cattivo” che può albergare nell’animo umano. 

Infine ci sono alcune pagine che contengono dei monologhi epici: 

<<E adesso le dico che dopo avermi scatenato contro i suoi diavoli vedo che se ne sta lì ad aspettare che cada, e appena la sua orrenda vendetta sarà compiuta, spera, lercio e strisciante, di abbeverarsi nel mio sangue e latrando sopra le mie carni di straziarmi le membra con gli artigli e di affondare le zanne nelle mie ossa, ma io non glielo permetterò, perché mi opporrò da sola con tutte le mie forza a lei e alle sue legioni, e provi a contrastarmi, se ci riesce! […]>>

Consiglio la lettura?

Lizzie è un libro che racconta una storia molto confusa, ma questo a causa dell’argomento trattato. Non nascondo che ho trovato alcune pagine un po’ tediose, ma nel complesso è una storia interessante e piacevole. Quindi consiglio la lettura, ma…. c’è un ma! Se volete scoprire e conoscere Shirley Jackson, fatelo partendo da: Abbiamo sempre vissuto nel castello o L’incubo di Hill House. Lizzie, per quanto sia un bel libro, è diverso dalle altre opere e potrebbe dare un’idea sbagliata dell’autrice. 

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