Midnight Mass: preparate i cuscini, è in arrivo una serie tv soporifera!

Amici e amiche,
oggi vi parlo di Midnight Mass, serie tv uscita il 24 settembre su Netflix, creata e diretta da Mike Flanagan adattando l’ononimo romanzo di F. Paul Wilson pubblicato nel 2004.

Parto subito con il dire, senza farvi arrivare alla fine della recensione, che Midnight Mass è una serie tv pessima. Non mi è piaciuta per niente: noiosa e ripetitiva. Una copia fatta male di tante altre serie tv o film.  In tanti ne parlano bene, ma io ho trovato diversi elementi che rappresentano delle piccole falle che fanno imbarcare acqua, facendola sprofondare  negli abissi del banale. Mi aspettavo di più dal creatore de The Haunting of Hill House.

La recensione contiene spoiler, quindi se siete intenzionati a vederla e vi incuriosisce la mia opinione, conservatevi l’articolo! 😉

Da qui in poi: pericolo spoiler!

La serie inizia con il ritorno a Crokett Island di Riley Finn, un ragazzo che ha scontato diversi anni di carcere per aver causato un incidente stradale in stato di ebrezza uccidendo una ragazza. Da questa situazione ne è uscito molto provato: ha perso il suo lavoro e la spensieratezza della sua vita precedente; si sente senza un obiettivo ed è visibilmente depresso. Il suo arrivo sull’isola coincide con quello di un nuovo parroco molto carismatico, Padre Paul Hill, chiamato a sostituire momentaneamente il Monsignor Pruitt, a seguito di un malessere fisico. Iniziano a succedere cose strane: miracoli sorprendenti, che portano la popolazione a un ritrovato fervore religioso. Tutto ciò comporta un prezzo da pagare, quale?

I primi episodi partono bene, creano aspettativa e curiosità: viene introdotto il mistero che aleggia sull’isola, si notano sparpagliati tanti piccoli indizi che aiutano a capire con quale tipo di cattivo si ha a che fare: un vampiro. Dimentichiamo però gli affascinanti succhia sangue che hanno bisogno dell’invito prima di entrare in casa: il vampiro di Midnight Mass è un essere antropomorfo con lunghe ali e occhi che brillano al buio, incapace di proferir parola e che entra nelle abitazioni sfondando le finestre. Questo demone viene scambiato per un angelo, a causa di una cattiva interpretazione di alcuni passi della Bibbia. Ed è già la prima cosa assurda, perché il vampiro, che chiamerò Calimero, è veramente mostruoso e dalle sembianze demoniache. Gli angeli sono sempre stati descritti come belli, luminosi, splendenti… e un prete lo dovrebbe sapere. Invece Calimero è stato trovato in una grotta in mezzo al deserto, vive nelle tenebre, si nutre di sangue e fa del male alle persone. La sua natura viene svelata nel quarto episodio e ci rendiamo conto che in realtà è una mera comparsa: un predatore che ha trovato accoglimento nel fanatismo religioso di Crocket Island. Non fa nulla di eclatante, se non le poche cose che si addossano ad un cattivo scarso. La sua presenza influenza le menti degli isolani, che iniziano a far del male giustificandosi con “il volere del Signore”. Sono loro che decidono di aprire i loro cuori al cattivo, mettendosi a sua completa disposizione in cambio di “miracoli” (il ringiovanimento di Monsignor Pruitt, le guarigioni miracolose … ) , fraintendendo comportamenti e situazioni, volendo a tutti i costi vedere il buono dove non esiste. Viene messo in atto il famoso libero arbitrio, in cui a guadagnarci, è chi riesce a trarne “cibo” gratis. Quindi, in realtà, Calimero è un mezzo, i veri antagonisti di questa serie sono l’estremismo religioso e le persone che lo mettono in pratica.

Il protrarsi di alcune scene costringe lo spettatore o a chiudere o ad aumentare la velocità di visione. La ritrovata fede porta infatti a continui sermoni che sembrano non finire mai. Qualunque cosa succeda ci sta un passo della Bibbia da recitare o da interpretare. Addirittura assistiamo a lunghe processioni accompagnate da canti e, diciamocelo, se proprio volevamo una roba del genere, saremmo andati a messa la domenica. Qualcuno mi dirà che tutto ciò accade per far passare il messaggio che l’estremismo religioso può degenerare in comportamenti sbagliati, ma Midnight Mass esagera propinando estenuati monologhi filosofici e religiosi, caso eclatante quando due dei protagonisti discutono fra di loro su cosa ci sarà dopo la morte. Dal quarto episodio in poi c’è un calo inesorabile.

Viene a costituirsi una specie di gruppo di “dissidenti” che, dopo aver titubato a lungo increduli su quello che stava accadendo, decidono di provare a salvare il resto del mondo, cercando di delimitare i danni all’interno dell’isola, ormai irreversibilmente compromessa.

Alcune delle figure di spicco della serie sono:

Padre Paul Hill, alias Monsignor Pruitt, è colui che ha portato il male a Crocket Island. Lui ha trovato Calimero e lo ha caricato in una cassa, portandolo sull’isola a banchettare di chicchessia facendo dilagare, attraverso il sangue\vino dell’Eucaristia, il morbo del vampiro. E, soprattutto, è lui che lo ha scambiato per un angelo. Calimero lo ha fatto ringiovanire e quindi, in automatico, si trasforma in un essere angelico. Alla fine capisce l’imbroglio, ma è troppo tardi per rimediare.

Bev Keane è una donna prepotente e arrogante, che si veste da persona morigerata e credente. Quando parte con i suoi sermoni nessuno osa contraddirla, anche se dice evidenti stupidaggini. Non è dato a sapere il motivo dell’accondiscendenza nei suoi confronti. Ammutolisce tutti, con fervida supponenza, anche quando sarebbe opportuno prenderla dalla treccia e offrirla a Calimero come pasto sacrificale. Il suo personaggio incarna alla perfezione il fanatismo e l’intolleranza religiosa.

Riley Finn, che sembra essere il protagonista, in realtà è un personaggio quasi secondario. Grazie a lui il gruppo di “dissidenti” capisce il pericolo che sta per affrontare, ma ha un impatto più profondo Bev, per esempio, o  Erin Green. Vive un profondo conflitto interiore e non ha un buon rapporto con il padre, quest’ultimo infatti lo vede come una sorta di traditore, che è andato via per fare un lavoro che neanche sa come si chiama ed è tornato a casa dopo aver scontato il carcere, aver ucciso una donna e aver perso la fede in Dio.

Degni di nomina sono anche Erin Greene, l’ex interesse amoroso di Riley, un’insegnante in dolce attesa; Annie Flynn, la madre devota e indulgente di Riley;  Hassan, lo sceriffo musulmano di Crockett Island, spesso in contrasto con la sua popolazione prevalentemente cristiana; Annabeth Gish , il medico locale e un’amica intima di Erin; il sindaco Wade Scarborough; Ed Flynn, il padre di Riley che lavora come pescatore ed è riluttante ad accoglierlo nuovamente in casa; Sturge, un tuttofare dell’isola.

L’obiettivo di questa serie è di denunciare l’estremismo religioso e la scarsa tolleranza nei confronti di ciò che viene considerato – erroneamente- “diverso”, in questo caso la presenza dello sceriffo musulmano che spesso si trova in contrasto con le persone che hanno un’idea religiosa molto restrittiva, incapaci di rispettare le scelte altrui. Sull’argomento c’è tanto da dire ed  è apprezzabile lo scopo di Midgnigt Mass, peccato che lo faccia in modo sbagliato, dilungandosi troppo. Si parla anche dei rapporti burrascosi che possono esserci tra padre e figlio; e di come la Bibbia (così come altri testi religiosi) possano essere mal interpretati e usati come la giustificazione di comportamenti moralmente scorretti: fare del male al prossimo, non è scritto in nessun libro. Inoltre più volte ho avuto l’impressione che si voglia accostare la religione cattolica al vampirismo: l’Eucaristia viene eguagliata a quando Calimero si nutre delle sue vittime e condivide il suo sangue con loro e altre cose simili. La vita eterna promessa nelle Sacre Scritture, che è un concetto piuttosto astratto e che non appartiene alla vita terrena, è affiancato alla vita eterna (dannata) che propina Calimero.

Midnight Mass mi ha ricordato per diversi aspetti Le notti di Salem di Stephen King: la presenza del male che non si vede, ma influenza le persone; il gruppo di dissidenti che cerca di arginare il problema e sconfiggere il cattivo… come dicevo all’inizio, è una serie tv che copia tante altre storie simili.

Insomma, volendo fare un riassunto della serie, in maniera molto banale, si potrebbe dire che: un prete trova un vampiro che si nutre di lui e lo fa ringiovanire. Il vampiro viene scambiato per  un angelo e  portato su di un’isola. Il prete ringiovanito interpreta, insieme a dei fedeli super bigotti, male le Sacre Scritture, diffonde il morbo del vampiro e muoiono tutti.

Domande: ma solo io ho trovato super trash e stupida la scena in cui Calimero entra in chiesa vestito con la casula dorata? e soprattutto: perché Calimero entra in chiesa come se stesse andando al supermercato? Ha firmato qualche documento che lo esula dal bruciarsi con gli oggetti sacri e benedetti?

Come ben potete vedere, sono tante, tantissime le falle che rendono questa serie imperfetta e banale.

La consiglio?

No… anzi, se siete interessati all’argomento, leggetevi Le notti di Salem!

 

4 commenti

  1. Grazie per la recensione. Sono a metà della visione della serie e l’apparizione del vampiro mi ha proprio spiazzato. Vedremo (non mi preoccupo mai degli spoiler). Ciononostante fino ad ora la serie mi è piaciuta assai proprio per il ritmo pacato da grande narrazione, che richiede attenzione e partecipazione; mi è sembrata adeguata ai tempi e ai modi tipici dell’immobile società di un’isoletta chiusa in se stessa e sperduta. Notevoli anche le interpretazioni degli attori e la sceneggiatura eccellente, con sequenze veramente magistrali. Almeno fino a metà, anzi un pochino meno di metà, non mi pare una serie d’azione, ma non tutte devono esserlo. Certamente il mostro non me lo aspettavo e temo un grande pasticcio e confusione. Bye bye.

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  2. Se devo essere sincero, mi manca ancora l’ultima puntata, ma non credo che mi farà cambiare opinione in alcuna direzione diversa. Resto dell’idea che sceneggiatura, fotografia e dialoghi soprattutto (meno le omelie che, sì, hai ragione, diventano estenuanti) siano decisamente sopra la media, con alcune sequenze veramente magistrali soprattutto nelle luci e nei tagli di ripresa. Certamente è una serie lenta e riflessiva, immagino voglia esserlo quindi se non fa per voi, cercatene un’altra, a priori. Mi ha sorpreso e dispiaciuto la sbandata che ha preso il plot in sé, con quella stramberia del vampiro-angelo, divenendo una sequenza di azioni squinternate che non hanno capo né coda. Diventa irrazionalità pura, ma illogica, anche supponendo tutto il fanatismo e l’ottenebramento religioso che si vuole immaginare. Alla fine, non saprei, qualche bel primo piano, qualche bella espressione rimarranno, per un po’.

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